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Pian del Voglio protagonista di un percorso partecipato per il futuro degli spazi pubblici

today23 Dicembre 2025

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Ha preso il via il percorso di rigenerazione urbana di Pian del Voglio promosso dall’Amministrazione comunale, che ha deciso di mettere al centro di questa azione la qualità dello spazio pubblico ed il coinvolgimento diretto della comunità. Un progetto ambizioso e condiviso, che vede i tecnici comunali e il gruppo di professionisti dello Studio Ciclostile Architettura, chiamati a immaginare e progettare, insieme ai cittadini, il futuro dei luoghi della socialità del paese.

Il percorso dal titolo “VIVERE PIAN DEL VOGLIO – Spazi di socialità e segni condivisi”, è stato presentato nel corso dell’incontro pubblico durante il quale l’Amministrazione ha illustrato obiettivi, metodo di lavoro e aree di studio del progetto. Pian del Voglio diventa così oggetto di un confronto aperto e partecipato sulle aspettative, i bisogni e le possibili soluzioni per migliorare la qualità urbana del territorio, con una particolare attenzione agli spazi pubblici, intesi come luoghi di incontro, relazione e vita quotidiana.

In questo nuovo orientamento si afferma il concetto di “architettura rigenerativa”, capace di promuovere inclusione, relazione e cura. “Una città centrata sulla persona – sottolinea il Sindaco Alessandro Santoni – restituisce valore anche a spazi minimi, ma socialmente generativi. La bellezza non è data dalla dimensione o dalla monumentalità, bensì dalla qualità dell’esperienza umana che quei luoghi riescono a offrire. Non si tratta di aggiungere, ma di rigenerare: ridisegnare lo spazio esistente per trasformarlo in un dispositivo di coesione sociale e di benessere diffuso”.

Questa visione si adatta in modo naturale a Pian del Voglio, dove la bellezza dei luoghi è già fortemente caratterizzante. Lo spazio pubblico viene così interpretato non solo come bene materiale, ma come bene relazionale, la cui qualità dipende dalle interazioni che è in grado di generare. “In un tempo in cui la modernizzazione tende a sacrificare gli spazi considerati “non produttivi” – conclude il Sindaco – la rigenerazione urbana ci ricorda che per creare comunità non servono grandi opere ma luoghi in cui potersi fermare, incontrare e stare bene. Da qui partiamo, o meglio, da qui ripartiamo, e lo facciamo insieme ai cittadini”.

Scritto da: Rachele Copparoni

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