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Ancora niente neve in Appennino che si prepara ad accogliere una nuova stagione turistica con un minimo di precipitazioni.
Ma mentre la Regione pensa a ristori per gli operatori turistici, gli ambientalisti chiedono un mutamento del nostro sistema turistico, puntando di più su soluzioni verdi e lungo termine che su risarcimenti a fondo perduto.
Mattia Santori,consigliere comunale di Bologna con delega al Turismo, ricorda appunto che il cambiamento climatico ci riguarda e tutti dobbiamo farci promotori di una transizione ecologica. La proposta è di creare un fondo per la “vulnerabilità climatica” assieme a una tassa sulle emissioni.
“In buona sostanza, è iniziata l’era della vulnerabilità anche per il turismo, e a me sta anche bene che si diano ristori per tutelare le famiglie in situazione di emergenza lavorativa. Quello che non mi sta bene è che si copra un rischio climatico senza prima interrogarsi su due questioni: 1) di chi è la colpa, e di conseguenza 2) chi deve pagare. Se la colpa è di nessuno e i soldi ce li mette la Santanchè l’anno prossimo siamo da capo”.
“La mia proposta è quella di istituire un ‘fondo per la vulnerabilità climatica’ su scala metropolitana e di lanciare un dibattito pubblico sul futuro del turismo bianco in Appennino su scala regionale. Il primo, alimentato da un’imposta sulle emissioni, serve a creare una correlazione locale tra causa e effetto. Perché a rimborsare le vittime del cambiamento climatico non devono essere i vegetariani, i genitori che portano i figli a scuola in cargo bike, chi ha uno stile di vita virtuoso. Il secondo ci evita di sprecare un’occasione storica, e ci permette di interrogarci sulle responsabilità. Come per le questione etiche, anche per quelle ambientali ci sono decisioni per cui non bastano i politici eletti, ma serve una presa di coscienza collettiva.”
Scritto da: Redazione Radiofresh
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